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30/12/2008
Società della Salute, presentato il Piano Integrato di Salute. Nessun taglio nelle risorse dedicate alle attività sociali e sanitarie
Un documento più snello e leggibile per tutti. Ma anche un documento operativo, integrabile ma che costituisce un “primo passo convinto” verso un nuovo modello di territorio e di presa in carico delle fragilità. E infine un documento e che parli direttamente con i cittadini. È il nuovo Piano Integrato di Salute, relativo agli anni 2008-2010, varato poco più di una settimana fa dalla Società della Salute e che oggi è stato presentato dal presidente e assessore alle politiche sociosanitarie Graziano Cioni, dal direttore Riccardo Poli e dal direttore generale dell’Azienda sanitaria di Firenze Luigi Marroni. “Questo piano è in frutto del lavoro intenso dei tecnici sotto la guida del direttore Poli – ha commentato il presidente Cioni – ed è già stato oggetto di una serie di consultazioni svolte con sindacati, organismi di partecipazione”. Senza dimenticare, ha aggiunto il direttore Poli, che “nonostante i tagli già avvenuti e previsti continua a destinare importanti e immutate risorse sia sul versante sanitario che su quello sociale”. Numerosi gli obiettivi di questo piano che, come ha spiegato il direttore Poli, è il primo varato dopo la recente legge regionale (numero 602 del 19 novembre 2008) che ha chiuso la sperimentazione della Società della Salute dando il via alla nuova fase dell’entrata a regime in cui la SdS è diventata una istituzione del servizio sociosanitario regionale. “In concreto significa – ha precisato Poli – che la Società della Salute avrà non soltanto funzioni di indirizzo e programmazione ma anche di organizzazione e gestione delle attività di assistenza e di controllo e valutazione degli obiettivi raggiunti. Si tratta quindi di una fase cruciale per la quale non partiamo da zero. In questi anni molto è stato fatto nell’ambito della integrazione dei servizi sociali, sociosanitari e sanitari territoriali. E in alcuni settori, come per esempio la non autosufficienza, la Società della Salute già gestisce direttamente le attività. Adesso però dobbiamo fare un ulteriore salto in avanti e questo nuovo piano va appunto in questa direzione, individuando obiettivi e linee strategiche di intervento”. Due gli obiettivi fondamentali tracciati da Poli: fare squadra e rilanciare il territorio. Che vuol dire da un lato una integrazione sempre più forte tra i vari soggetti in modo che tutti lavorino per gli stessi obiettivi e dall’altro organizzare al meglio le attività sul territorio in modo da creare una vera continuità con gli ospedali. “In questi anni è stato fatto un grande lavoro sugli ospedali che però rischia di essere vanificato se non si organizza in modo più efficiente ed efficace le attività sul territorio – ha aggiunto Poli –. Il Piano integrato di Salute va proprio in questa direzione indicando nel profondo rinnovamento del territorio uno dei suoi obiettivi strategici”. In concreto questo rinnovamento deve passare sull’acquisizione del Cronic care model introdotto dalla Regione, ovvero quell’insieme di pratiche e attività per assistere i malati cronici sul territorio anche per prevenire il ricovero in ospedale e più in generale la non autosufficienza. Ma non può fare a meno anche del rilancio della cosiddetta medicina di iniziativa definita dal direttore Poli come quella che “non aspetta i pazienti ma che va a cercarli. Questo necessita di una organizzazione capillare sul territorio che passa attraverso un rafforzamento del rapporto con i medici di medicina generale e una riorganizzazione e valorizzazione della medicina di comunità, ovvero delle cure primarie effettuate presso i distretti territoriali. Senza dimenticare – ha continuato Poli – poi, il rapporto ospedale-territorio e viceversa che, come indicato dalla Regione, si deve basare sul principio della continuità nel percorso assistenziale, nella formazione degli operatori, la comunicazione con i cittadini e con le strutture e via dicendo”. Il Piano prende in esame i vari ambiti di intervento, evidenziando le criticità e definendo obiettivi di salute e le azioni di intervento. Confermati prioritari il settore degli anziani e dei disabili (in generale quindi la non autosufficienza), ma grande attenzione viene dedicata alla salute mentale, alle dipendenze, alla promozione della salute, ai pazienti cronici e oncologici, alla riabilitazione, alla salute in carcere (competenza da poco passata al sistema sanitario nazionale), all’odontoiatria senza dimenticare le medicine complementari. Altro tema forte del Piano Integrato di Salute è quello del rapporto con i cittadini. Un rapporto che per il direttore Poli deve andare al di là della partecipazione attuata attraverso gli organismi di partecipazione. “Abbiamo intenzione di rendere questo documento ancora più leggibile e semplice in modo da presentarlo ai cittadini direttamente nei luoghi da loro frequentati. Vogliamo spiegare il piano e dare vita a un confronto anche con chi non è rappresentato dalle associazioni del volontariato con cui abbiamo rapporti istituzionali. Anche la conoscenza di come si governa il sistema sociosanitario, le motivazioni alla base delle scelte, a nostro avviso, fanno parte dell’educazione alla salute come il lavoro sugli stili di vita”. Su questo ultimo punto il direttore Poli ha ricordato i principali ambiti di intervento delle attività di prevenzione che spaziano dai disturbi alimentari all’Hiv, dalle malattie sessualmente trasmissibili agli incidenti stradali, dall’educazione alla salute all’obesità, dall’attività fisica al fumo fino al potenziamento del protocollo firmato con il dipartimento prevenzione dell’Asl soprattutto in materia di sicurezza sul lavoro. “La Società della Salute rappresenta una importante salto di qualità nella presa in carico dei pazienti – ha concluso Poli – e un elemento fondamentale per garantire una maggiore trasparenza, equità e omogeneità di accesso dei cittadini ai servizi sociali, sociosanitari e sanitari”. (mf)

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