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27/11/2012
“Alla riscoperta della dimora delle nevi”, da giovedì all’Archivio storico del Comune la mostra dedicata a Filippo De Filippi
L’assessore Givone: “L’esposizione è un episodio della grande storia delle esplorazioni delle nevi eterne”

Cento anni fa (era il 1913-14) Filippo De Filippi organizzava una grandiosa spedizione in Asia centrale, la più importante tra tutte, per il progresso della conoscenza, specialmente scientifica, del Karakorum.
A un secolo di distanza la Società di studi geografici, il Dipartimento di Studi storici e geografici, il Museo di Storia naturale di Firenze, il Comitato Ev-K2-CNR e la Società geografica italiana intendono promuovere il centenario della spedizione con una mostra fotografico-documentaria dal titolo “Alla riscoperta della dimora delle nevi”. Allestita presso l’Archivio storico comunale (via dell’Oriuolo, 33) l’esposizione curata da Laura Cassi e Francesco Zan è formata da suggestive immagini delle catene himalayane arricchite da testimonianze delle popolazioni e della profonda vita religiosa dei luoghi visitati. Al piano terreno dell’Archivio storico si possono ammirare gli occhiali da neve di crine intrecciate di Yak, il corno di esorcismo che conteneva dei grani necessari ai riti di esorcismo, un pugnale rituale, alcuni scrigni per i talismani, una pietra votiva in cui è stata incisa la formula mistica, diversi volumi che raccolgono le testimonianze sulle spedizioni di De Filippi, la tenda simile a quella che usò nei suoi viaggi e alcune schede relative alla misurazione del campo magnetico terrestre e le prime indagini sui ghiacciai.
L’esposizione, che ha il patrocinio della Regione Toscana e del Comune, è stata presentata oggi dall’assessore alla cultura Sergio Givone, dal direttore dell’Archivio storico Luca Brogioni e dai curatori.
“L’esposizione ‘Alla riscoperta della dimora delle nevi’ è un episodio della grande storia delle esplorazioni delle nevi eterne - ha detto l’assessore Givone -, esplorazioni che potevano avvenire per ragioni alpinistiche o addirittura scientifiche, come nel caso di De Filippi. Queste esplorazioni sono scienza, sono i primi tentativi di verifica dello stato dell’arte del pianeta, facendo ricerche come solo i grandi studiosi della terra sanno fare”. “Attraverso i reperti, accanto agli studi geografici si innestano anche studi di tipo antropologico ed etnologico - ha aggiunto l’assessore -. Nei musei fiorentini ci sono dei reperti campione che sono delle vere e proprie opere d’arte e un esempio sono anche i reperti esposti nell’ambito di questa mostra”.
La mostra sarà aperta al pubblico da giovedì, 29 novembre, al 15 marzo e sarà arricchita da proiezioni notturne (dalle 16 alle 21) delle montagne dell’Himalaya e del Karakorum sulla parete della biblioteca delle Oblate (che si trova proprio di fronte all’Archivio storico) e dai suoni degli strumenti originali conservati nel Museo di Scienze naturali ed esposti nell’occasione all’Archivio storico.
Più motivi giustificano l’interesse per le spedizioni italiane dei primi del ‘900 nel Karakorum: la posizione su un confine aspramente conteso tra Pakistan e India, la rinnovata attenzione per il tema delle esplorazioni con particolare riguardo all’apporto italiano, l’attrazione esercitata da nuove forme di turismo, per non parlare dell’esigenza – finora riconosciuta – di tutela e valorizzazione del patrimonio scientifico. Per le collezioni storiche, poi, sono messe in mostra l’edizione originale del diario di Filippo De Filippi e la diaristica di scoperta ed avventura dei primi del Novecento.
Oggi il Karakorum, nella catena del Pakistan settentrionale che ospita il K2 e altre cime di eccezionale rilevanza, è anche una meta famosa tra gli alpinisti e i trekker, e si conferma, come ai tempi di De Filippi e del Duca degli Abruzzi, uno straordinario campo di azione per la ricerca scientifica.
La mostra resterà aperta con il seguente orario: il lunedì e il venerdì dalle 10,30 alle16; dal martedì al giovedì dalle 10,30 alle 18. Sabato e domenica, invece, sarà chiusa.
In occasione della mostra è stata realizzata anche la pubblicazione in inglese dal titolo “Rediscovering the adobe of snow. Filippo De Filippi and the Italian Scientific Expeditions to Central Asia (1909 and 1913-14)” edito da Pacini con le foto dei diari originali.
Come ha spiegato il direttore dell’Archivio storico Luca Brogioni all’esposizione “Alla riscoperta della dimora delle nevi” si affianca anche nuovo laboratorio didattico, che partirà il prossimo mese di dicembre e che fa parte del progetto “Le chiavi della città” (promosso dall’assessorato all’educazione). Il laboratorio prende spunto dalla mostra ed è destinato agli studenti e alle insegnanti delle scuole primaria e secondaria di 1° grado. L’Archivio storico, da deposito di tesori dimenticati, diventa territorio di innumerevoli possibili indagini. I ragazzi saranno impegnati in una caccia al tesoro all’interno dell’Archivio storico: a partire dal piano terra, dove è allestita la mostra “Alla riscoperta della dimora delle nevi”, fino al terzo piano dovranno cercare i diari perduti di De Filippi.
La metafora dell’esplorazione si adatta perfettamente ad introdurre i ragazzi nella giungla di filze, registri. Per scoprire che anche i documenti apparentemente più insignificanti possono nascondere un tesoro prezioso di conoscenza della storia della nostra città basta sapere mettere insieme nel giusto modo i frammenti ed ecco una ricerca “archeologica” altrettanto appassionante per i giovani Indiana Jones. Il laboratorio è composto da fasi distinte, adattate nella gradualità all’età dei partecipanti. La mediazione dell’azione teatrale è presente in tutti i momenti come elemento cardine attraverso il quale, con l’aiuto della necessaria ironia, attenzione e partecipazione sono continuamente stimolati.
Per info sul laboratorio cliccare su www.chiavidellacitta.it/index.php/progetti/obiettivo-lettura-e-ricerca/734-cod-163-la-dimora-dei-documenti-un-tesoro-ritrovato.
Nei giorni della mostra, presso la caffetteria delle Oblate, sarà possibile assaggiare il tè tibetano e i biscotti speziati al prezzo di 4 euro.
Per ulteriori informazioni consultare il sito www.filippodefilippi.it. (fp)
 

Immagini e documenti allegati

Luca Brogioni, curatori della mostra e assessore Givone
Luca Brogioni, curatori della mostra e assessore Givone
Assessore Givone e curatrice mostra Laura Cassi
Assessore Givone e curatrice mostra Laura Cassi

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