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06/08/2009
La presidente della commssione pace Agostini è a Nagasaki come delegata all'assemblea dei Mayors for Peace
Parteciperà anche alle celebrazioni in ricordo dei lanci atomici a Hiroshima

E’ la presidente della commissione pace Susanna Agostini, delegata all’assemblea plenaria e al comitato esecutivo Mayors for Peace a rappresentare in questi giorni l’amministrazione comunale a Hioroshima e Nagasaki per le celebrazioni in memoria dei lanci atomici. L’associazione Majors for Peace” è stata istituita per promuovere la solidarietà delle città nei confronti della totale abolizione delle armi nucleari.
 

Ecco il testo del discorso che verrà tenuto il 9 agosto a Nagasaki da Susanna Agostini di fronte ai sindaci
 

“Un saluto di Pace a voi tutti, Sindaci, associazioni e promotori di azioni positive per l’abbattimento dei conflitti tra i popoli del mondo. Un saluto particolare alla Città di Nagasaki, al Suo Sindaco Vice Presidente Mayors for Peace. A questa Città nel 1987 un artista fiorentino, Jorio Vivarelli, ha donato una sua opera: l’ “Inno alla vita”, con lo scopo da lui dichiarato di “non dimenticare le nefandezze della bomba atomica”. Un abbraccio a tutti voi da Firenze. Città che è qui, oggi, a conferma del proprio ruolo internazionale a sostegno della pace.
Vale la pena ricordare che fin dagli anni Cinquanta l’allora Sindaco di Firenze Giorgio La Pira propose ai referenti dei Comuni di tutto il mondo una visione politica di pace, posando, in particolare, la propria riflessione sulla figura e sul ruolo del sindaco, “uomo-ponte” tra i poteri delle istituzioni locali e i bisogni dei cittadini.
Un speciale saluto e ringraziamento per il tenace lavoro svolto, va all’instancabile Presidente di Mayors for Peace, Sindaco di Hiroshima Tadatoshi Akiba, il quale nell’aprile del 2008 a Ginevra, al secondo incontro del Comitato Preparatorio per la conferenza di Riesame del Trattato di non Proliferazione ha indicato come un “profeta” della nostra attuale organizzazione, l’audace politico fiorentino Giorgio La Pira. Il primo Sindaco che, in quella stessa città, 54 anni prima tenne un discorso al Comitato internazionale della Croce Rossa, proponendo il seguente concetto:”Le città sono unità viventi, e svolgono un ruolo essenziale nella società contemporanea. Gli Stati non hanno il diritto di poterle distruggere. Il diritto delle città all’esistenza, nel loro valore politico, storico, religioso, che deve essere riconosciuto dagli Stati”
Nacque da quell’incontro l’idea del convegno dei Sindaci delle Capitali, che si tenne poi a Firenze nell’ottobre del 1955. Erano trascorsi dieci anni dalle bombe di Hiroshima e Nagasaki. Il mondo era diviso dalla Guerra fredda. In Palazzo Vecchio, sede del Comune e casa di tutti i fiorentini, si riunirono le città capitali dell'Est e dell'Ovest, del Nord e del Sud. I sindaci di Washington, Mosca, Londra, Parigi, Praga, Bucarest, Varsavia. E ancora i sindaci di Vientiane, Gerusalemme, Teheran e Pechino. L’idea era che le città potessero attraversare le frontiere degli Stati e costruire così legami di comune umanità. Con le seguenti parole, che ancora possiamo sentire come attuali, La Pira aprì il simposio internazionale:
“Le città restano come libri vivi della storia umana e della civiltà umana: destinati alla formazione spirituale e materiale delle generazioni venture. Le città non possono essere uccise. Esse sono affidate alla generazione attuale solo perché se ne prenda cura, affinché le trasmetta intatte e arricchite alle generazioni future”.
Oggi, contro la minaccia atomica incombente, anche da parte di Paesi che per la prima volta accedono al possesso di queste armi di distruzione di massa, si conferma la necessità di un intervento sempre più condiviso da istituzioni e “società civile”. Anche in nome di quei “poteri dell’umanità”, evocati da Martens nella sua “Clausola” alla seconda Conferenza dell’Aja del 1907 sulla limitazione delle armi, che indirizzino i Governi degli Stati verso nuove politiche che mirino alla soluzione di pace e di rifiuto del possesso di armi nucleari e di distruzione di massa.
Per ottenere un risultato è necessario fare affiorare, coltivare, convinzione e sensibilità verso i diritti umani, da parte di tutti i potenti della Terra. Sappiamo come la minaccia nucleare appare meno sentita, a fronte della preoccupazione per fenomeni emergenti dell’ultimo decennio quali i migranti, la recessione economica globale, le “nuove povertà”, il terrorismo internazionale.
La nostra presenza, qui, oggi, è per riconfermare l’appartenenza a Mayors for Peace e per proseguire nel sensibilizzare l’opinione pubblica. Siamo qui perché abbiamo fatto insieme importanti passi avanti. E perché vogliamo proseguire a farli.
Il neo eletto Sindaco di Firenze Matteo Renzi ha sostenuto in più occasioni quanto, ancora oggi, la figura istituzionale del Primo cittadino sia la più significativa per produrre risultati importanti per la pace e la coesione sociale.
Il Sindaco è chiamato a realizzare il desiderio di assenza di conflitti dei suoi amministrati attraverso atti concreti. Proteggere la comunità che rappresenta, dal rischio di insediamenti nucleari sul proprio territorio. Promuovere interventi mirati all’educazione e alla cultura di pace. Far conoscere il pericolo che minaccia la vita ed il futuro dell’umanità.
La città di Firenze opera alacremente e con rinnovata speranza in questa direzione dal 2005.
Da quando il Sindaco Leonardo Domenici venne nominato vicepresidente di Mayors for Peace.
Da allora, grazie anche al suo ruolo di presidente dell’Anci, l’associazione che raccoglie i sindaci italiani, si è fortemente incrementata l’adesione delle città italiane. Inoltre, a seguito di una missione dell’associazione International Peace Bureau – Italia nel Kurdistan iracheno, Domenici è diventato riferimento dei sindaci di quel Paese martoriato da lunghi anni di guerra. Sindaci che hanno così aderito numerosi a Mayors for Peace. La delegazione italiana in quella missione era guidata dal sindaco di Marzabotto, città aderente a MfP e martire per le stragi compiute durante la seconda guerra mondiale, dal 1988 gemellata con la città martire curda di Halabja. L’entrata nell’esecutivo di MfP di Khedr Kareem, sindaco di Halabja, è per noi una grande emozione. Una tappa importante nel percorso di ricostruzione in quelle zone del mondo devastate dall’uso delle armi chimiche che ha prodotto danni gravissimi, spesso irreversibili, per intere generazioni, presenti e future.
L’azione costante e fattiva a favore della pace del Comune di Firenze ha trovato un momento alto con l’incontro istituzionale, nell’ottobre 2006, della signora Hero Ahmed Ibrahim, moglie del presidente della Repubblica irachena Jalal Talabani, oltre che fondatrice per il Kurdistan dell’associazione “Save the Children”, particolarmente impegnata a promuovere gli affidi a distanza, motivazione espressa alla consegna della Città di Firenze, del Sigillo della Pace.
Un ponte solidale, nato grazie a MfP, una cooperazione tra Firenze e l’Iraq. Nel frattempo si sono concretizzati atti a sostegno e ricostruzione di questo Paese. Va ricordato, in particolare, che da questo incontro è nato un progetto sanitario che ha portato, in Kurdistan, alla costruzione, ormai quasi completata, di tre ospedali con tecnologia e professionalità italiane. Ospedali destinati a curare i bambini e adulti nel proprio Paese, evitando così di ricorrere agli “espatri sanitari”. Un esempio nel quale la ricostruzione si concretizza in azioni di sostegno e solidarietà dirette al benessere dei popoli.
Proseguendo nelle tappe di azioni positive di Firenze, svolte anche a nome dell’appartenenza a MfP, nel 2007 abbiamo consegnato la cittadinanza onoraria a El-Baradei, premio Nobel per la pace nel 2005 e direttore generale dell' "International Energy Agency" (l'organismo delle Nazioni Unite contro la proliferazione nucleare). L’atto e le motivazioni esposte dalla commissione per la pace e solidarietà internazionale, sottolineano come nel periodo di direzione di Mohamed El-Baradei, si sia particolarmente sviluppata l’opera di diffusione delle conoscenze di base e della cultura della sicurezza e dei controlli nucleari nei paesi del Terzo Mondo, premessa indispensabile perché il diffondersi delle tecnologie non crei rischi indebiti e non degeneri in una nuova corsa agli armamenti nucleari.
Nel novembre 2007, come era stato nel 1955, Firenze è tornata ad essere Città referente mondiale della Pace. Con Mayors for Peace per il disarmo nucleare, si sono incontrati più di 100 sindaci provenienti dall’Italia e dal mondo, si sono riuniti a Palazzo Vecchio ed hanno ribadito l’impegno di voler dare forza, risorse e strutture alla campagna “2020 Vision”.
Durante i tre giorni di lavori fiorentini, ai quali hanno partecipato Primi cittadini italiani e giapponesi, irakeni e americani, inglesi e tedeschi in rappresentanza delle 1.828 città e 122 nazioni e territori a quella data iscritti, l’esecutivo di “Mayors for Peace”, composto dai vertici dell’associazione, presenti i sindaci di Hiroshima, Nagasaki, Firenze, Akron, Hanover, Manchester, Laakdal e Malakoff, si è riunito più volte a porte chiuse per decidere le strategie operative. L’obiettivo comune, l’eliminazione dal pianeta di ogni arma atomica entro il 2020, quando ricorrerà il 75° anniversario del bombardamento di Hiroshima e Nagasaki, parte da questo incontro a Firenze. La condivisione della “2020 Vision” con gli obiettivi MfP.
La firma dell’appello dei sindaci italiani per impegnarsi con ogni mezzo nella campagna per il disarmo e per allargare la rete delle città coinvolte in questo progetto.
L’impegno di far ottenere riconoscimento internazionale e istituzionale alla campagna «2020 Vision» e al ruolo di Mayors for Peace in tutte le riunioni degli organismi che discutono della non proliferazione nucleare.
Altra tappa importante, l’appuntamento di Ginevra dell’aprile 2008 al quale abbiamo partecipato come Comune di Firenze. Il secondo incontro preparatorio per la Conferenza di Riesame del Trattato di non Proliferazione. Come consueto, abbiamo tenuto nell’occasione il consiglio direttivo che ha dato mandato ai Sindaci di accrescere il numero delle Città aderenti alla rete MfP e “2020 Vision”. Il mese successivo il Sindaco di Firenze, nella sua veste di vicepresidente di MfP, ha scritto una lettera agli oltre 190 colleghi delle città sedi di governo, perché sottoscrivessero una dichiarazione di adesione alla campagna.
Intanto l’attualità politica modifica a grande velocità gli scenari mondiali. Dobbiamo prendere atto con soddisfazione che vanno avanti, seppure lentamente, i necessari passi verso il bisogno mondiale di disarmo atomico.
Il Presidente USA Barak Obama, nel suo intervento il 5 aprile scorso a Praga, ha dichiarato l’impegno nella direzione del disarmo nucleare, indicando alla Comunità internazionale l’obiettivo da perseguire: “un mondo libero da armi nucleari”.
Il Parlamento Europeo, il 5 giugno 2008, ha ribadito la necessità di arrivare ad una convenzione universale sulla messa al bando delle armi nucleari, sollecitando le potenze nucleari a presentare nel frattempo “iniziative di disarmo volte a rendere l’Europa un’area denuclearizzata”.
In Italia nel giugno scorso, la Camera dei Deputati ha approvato una mozione che impegna il Governo italiano ad assumere un atteggiamento attivo nel sostegno alle iniziative di disarmo nucleare avanzate dall’Unione Europea in occasione della Conferenza di Riesame del Trattato di Non Proliferazione del 2010. Ora più di sempre, dunque, è necessario aumentare l’adesione delle Città a Mayors for Peace. Sono più cogenti le ragioni dell’esistenza politica dell’associazione. MfP che si pone come organizzazione interlocutrice al tavolo di una Convenzione universale per la messa al bando delle armi nucleari a garanzia e tutela della Pace.
Per quanto riguarda Firenze, all’avvio della nuova legislatura, il 6 luglio scorso, il Sindaco Matteo Renzi, come primo atto di solidarietà internazionale, ha incontrato Shirin Ebadi, premio Nobel per la pace. Persona simbolo dell’impegno delle donne e del popolo iraniano per la conquista dei diritti umani. Nella seconda seduta dei rappresentanti eletti nel Consiglio Comunale di Firenze è stato approvato all’unanimità un atto nel quale si ribadiscono i contenuti dell’appartenenza a Mayors for Peace. E’ stato confermato l’impegno del Sindaco Matteo Renzi, che mi onoro di rappresentare e del quale vi porgo i migliori saluti e auguri di buon lavoro, ad incrementare le azioni di cooperazione internazionale rivolte in particolare alle Città Gemellate con Firenze. Per una educazione ad una cultura di Pace avversa all’uso delle armi di distruzione di massa, particolarmente mirata ai giovani che studiano e vivono nella nostra Città.
Il mio impegno, sia come Presidente della Commissione Pace e Relazioni internazionali, che in veste di delegata della Città di Firenze, presente per la seconda volta a questi emozionanti incontri, non solo celebrativi della memoria storica, è quello di mantenere stretti i legami tra tutti noi.
In particolare sinergia con le associazioni operatrici di Pace. Da sempre stimolo per le istituzioni e garanzia della migliore riuscita di promozione di una cultura per futuro senza armi nel mondo intero."

(lb)

 


 


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