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21/01/2011
Torselli (PdL) e Scatarzi (Giovane Italia): “Studenti insultati dai professori mentre distribuiscono materiale sull’eccidio delle foibe. Solo a Firenze simili bassezze”
“Una relazione dei fatti sarà inviata al Provveditorato agli studi e al ministro Gelmini”

"Bassezze senza uguali che fortunatamente, o sfortunatamente per chi ama questa città, possono accadere solo a Firenze. Stiamo parlando di quanto accaduto questa mattina all'Istituto Superiore Salvemini di Firenze, dove alcuni studenti di quella scuola, militanti di Casaggì e della Giovane Italia, sono stati presi ad insulti e a male parole da un docente del medesimo istituto". Questo quanto dichiarato da Francesco Torselli, consigliere del PdL, e dal Presidente cittadino della Giovane Italia, Marco Scatarzi.
"I ragazzi stavano volantinando materiale informativo sulle foibe - spiegano i due esponenti del PdL -, in previsione del corteo cittadino che si terrà il prossimo 5 febbraio, quando questo docente si è scagliato contro i ragazzi insultando loro e di conseguenza quegli oltre 30.000 italiani che, in nome del comunismo e della dittatura titina, trovarono la morte in Istria, Venezia Giulia e Dalmazia dopo la fine della seconda guerra mondiale. Solitamente, a tenere questi atteggiamenti intolleranti e beceri sono gli studenti vicini alla sinistra radicale, ma questa volta il fatto è di ben altra gravità, essendo i protagonisti non dei diciassettenni infervorati dalla militanza politica, ma professori in piena attività nella scuola in questione. Il fatto è gravissimo e merita una condanna unanime di tutta la città, nonché un intervento diretto del Provveditorato agli Studi: non è accettabile sentire dei docenti insultare dei ragazzi ed invitarli ad andarsene da quella che è anche la loro scuola. Il professore in questione, purtroppo ben accompagnato da alcuni suoi colleghi non nuovi a questo genere di pagliacciate, ha addirittura ritardato l'orario di inizio delle sue lezioni, recando quindi un danno anche agli studenti assolutamente disinteressati alla diatriba, pur di restare in mezzo alla strada a schiumare rabbia contro i militanti di Casaggì e della Giovane Italia che, decisamente più maturi del docente, hanno proseguito in silenzio la propria attività”.
"La vicenda finirà sulla scrivania del Provveditore e su quella del Ministro Gelmini; - concludono Torselli e Scatarzi -: questo clima di intolleranza è inaccettabile, soprattutto se proveniente dal corpo docente. Con quale serenità i ragazzi potranno continuare a frequentare un istituto dove i professori si comportano in questa maniera? Devono forse andare a scuola col terrore di essere giudicati e bocciati in funzione del proprio pensiero politico? Crediamo servano delle risposte".

(fdr)
 


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