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23/08/2006
CPA e Parco in via di Villamagna. Donzelli e Gandolfo (AN): “il CPA va chiuso e il parco va recintato e custodito, altrimenti proliferano degrado e delinquenza”
“È praticamente inutile spendere soldi pubblici per riqualificare una zona o un giardino se poi si permette di fare esistere una struttura come quella del CPA che, specialmente la notte, è luogo di ritrovo di gente poco raccomandabile. È assurdo continuare a permettere che il parco in via di Villamagna sia pressoché incustodito ed alla mercè di prostitute, dei loro clienti e di tossicodipendenti. La zona è e resta degradata e gli interventi per un veloce ed estemporaneo maquillage sono solo velleitari. La mattina dopo, quello che resta, è sotto gli occhi di tutti, specialmente dei bambini che vorrebbero giocare e divertirsi nei giardini”. È quanto hanno dichiarato il consigliere comunale di Alleanza Nazionale, Giovanni Donzelli ed il consigliere al Quartiere 3 Giovanni Gandolfo che hanno presentato anche un’interrogazione scritta per avere spiegazioni sull’attività svolta dal locale in via di Villamagna che vende, anche di notte, bottiglie di alcolici e generi alimentari. La stessa interrogazione è stata presentata anche al Quartiere 3 dal consigliere di Alleanza Nazionale Giovanni Gandolfo. Giovanni Donzelli e Giovanni Gandolfo chiedono che “sia chiuso e sgomberato il CPA e che tutto il parco sia recintato e chiuso durante le ore notturne”. (uc) In allegato il testo dell’interrogazione presentata dal consigliere di Alleanza Nazionale, Giovanni Donzelli sull’attività svolta da un locale in via di Villamagna. PRESO ATTO che in via di Villamagna al n. 27/A vengono periodicamente organizzate vendite di aperitivi, con tanto di vivande e alcolici; CONSIDERATO che durante i mondiali di calcio veniva organizzata anche la proiezione delle partite e che tale iniziativa è stata pubblicizzata con manifesti all’ingresso del locale su via di Villamagna; CONSIDERATO quanto sia difficile per i normali esercenti: ottenere certi permessi e specialmente quello per la somministrazione di alcolici; essere conformi alle norme d’igiene pubblica per la somministrazione di bevande e generi alimentari; comprare licenze, da costi elevati, e pagare tutte le utenze e le relative tasse; CONSTATATO che l’attività sopra descritta è equiparabile ad un bar, ma che di fatto non rispetta l’iter burocratico ed economico al quale sono soggetti questi locali, e neanche ad un circolo, poiché non è gestito da nessuna associazione o gruppo di persone formalmente riconoscibili INTERROGA IL SINDACO PER SAPERE se al locale sopraccitato è stata rilasciata qualche licenza per somministrare alcolici o vivande al pubblico; se i locali rispettano le normative vigenti in materia di edilizia e sicurezza per poter effettuare il servizio al pubblico; se e quanti sopralluoghi sono stati fatti dai vigili sanitari e nel caso affermativo cosa è emerso; cosa sta facendo l’Amministrazione per tutelare l’igiene in questi locali; Cosa intende fare l’Amministrazione per assicurare il rispetto delle normative vigenti. Giovanni Donzelli

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