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03/11/2008
La fontana dei Puttini a Ponte al Pino è di nuovo in funzione. L'assessore Giani: “Un restauro accurato grazie alla sinergia fra Comune e Opificio delle Pietre Dure”
La fontana dei Puttini realizzata nel 1952 da Mario Moschi in piazza Vasari (Ponte al Pino) è di nuovo in funzione. Grazie alla spesa del Comune (15mila euro) e l’accurato restauro curato dall’Opificio delle Pietre Dure i quattro bebè di bronzo che ‘gattonano’ uno sull’altro sul dorso di una tartaruga sono tornati a splendere. La cerimonia di scoprimento della fontana è avvenuta stamani in piazza Vasari alla presenza dell’assessore alla cultura Eugenio Giani, del presidente del quartiere Gian Luca Paolucci, la Sovrintendente al Polo Museale Cristina Acidini, la direttrice del settore bronzi dell’Opificio Annamaria Giusti e i rappresentanti del Servizio Belle Arti e Fabbrica di Palazzo Vecchio. “Questo restauro – ha detto l’assessore Giani- è particolarmente significativo non solo per l’opera in se del Moschi che oggi torna al suo splendore, ma anche perché viene fatto in una piazza non del centro storico. Il segnale è infatti quello di continuare così, a lavorare anche ad opere che non si trovano nei ‘soliti posti’, ma anche in zone più decentrate ma non per questo meno care agli abitanti”. Il restauro complessivo della fontana è durato un anno circa. Non solo sono stati ripuliti i puttini e la tartaruga che li ‘regge’ ma anche è stato risistemato dal servizio Belle Arti del Comune tutto il sistema idraulico e la vasca restaurata direttamente in loco. La fontana del Moschi è stata modellata nel 1942 ma fusa nel 1952 dalla fonderia Marinelli in un'unica gettata. Era l’epoca della ricostruzione di Firenze dopo la guerra e l’abbellimento delle piazza con sculture fu una pratica molto diffusa e incoraggiata dall’allora sindaco Giorgio La Pira. Esiste un’altra opera del Moschi in piazza Dalmazia realizzata però nel 1925 ed è il “Monumento ai caduti di Rifredi” che rappresenta un arciere che difende una donna con bambino in collo (l’Italia). Per quanto riguarda i Puttini (di questa statua ne esiste una seconda copia privata fusa nel 1968) l’ispirazione venne all’artista dai momenti reali della vita: la piccola nipotina che gattonava e la tartaruga che girava libera in casa. Mario Moschi nacque a Val di Rose frazione di Lastra a Signa il 6 maggio 1896 (mori nel 1971) da una famiglia di tradizione edile. Attratto fin da ragazzo dalla scultura frequentò lo stabilimento, allora famoso, della “Manifattura di Signa” specializzato nell’imitazione di ogni genere di antichità. Nel 1948 fondò insieme ad altri il “Gruppo Donatello” che riuniva gli artisti che avevano lo studio intorno a piazza Donatello, ancora oggi attivo. Una sua famosa scultura è il “Giocatore di football” realizzata per le olimpiadi di Berlino del 1936 e che rappresenta un calciatore che ‘stoppa’ la palla in corsa. (lb)

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