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30/03/2010
Ponte di pace fra Firenze e Kurdistan Iracheno, Agostini (PD): “Continuano dialogo e aiuti”
La presidente della commissione pace annuncia una mostra in Italia del fotografo turco Ramazan Ozturk, i cui scatti sono esposti nel Mausoleo di Halabja

"E’ stata un’opportunità importante, per la delegazione italiana di International Peace Bureau, per i Sindaci aderenti a Mayors for Peace e per gli altri operatori di Pace presenti, essere stati invitati a iniziative e convegni istituzionali, essere coinvolti nell’attesa dei risultati elettorali per il rinnovo del parlamento nazionale e della presidenza della repubblica dell’Iraq, essere accolti convivialmente in più famiglie che festeggiavano l’arrivo del Newroz, il capodanno della tradizione iranica". A parlare di rapporti fra Firenze e il Kurdistan iracheno oggi in consiglio comunale è la consigliera del PD e presidente della commissione pace Susanna Agostini che si è recata a nome del Comune di Firenze nella città di Halabja in occasione del 22° anniversario del genocidio. La delegazione italiana era composta dal Sindaco di Mazzarino Vincenzo D’Asaro, da rappresentanti dell’associazione pacifista IPB che per prima organizzò la missione curda nel 2006, allora guidata dal Sindaco di Marzabotto, gemellata con Halabja. Insieme alla delegazione c’erano anche i volontari e imprenditori che hanno a cuore la ricostruzione dell’Iraq e abbracciano la causa di Save the Children Kurdistan per le adozioni a distanza. “La presenza degli ospiti – ha detto Agostini- internazionali è stata richiesta dal Ministro dei Martiri e vittime dell’Anfal del Parlamento iracheno Majid Hamad Amin Jamil e dal Sindaco di Halabja Khder Kareem, per darci l’opportunità di partecipare alle cerimonie che hanno accompagnato il ricordo del 22mo anniversario del genocidio di Halabja. In questi ultimi anni, le principali autorità del Kurdistan iracheno sono state a Firenze a chiedere concreta cooperazione per la ricostruzione della loro Regione: Hero Khan Ibrahim moglie del Presidente della Repubblica dell’Iraq Jalal Talabani, il Presidente del Parlamento regionale Adnan Al-Mufti, il Presidente del Consiglio Comunale della capitale Erbil, e lo stesso Khder Kareem che guidò la delegazione di nove sindaci iracheni al convegno del 2007 voluto dal Sindaco di Firenze in veste di vice presidente di MfP. Ricostruzione necessaria dopo i terribili anni dell’Anfal (1987/89). 182.000 i morti in quella martoriata terra. 5000 i morti del 16 marzo 1988 a Halabja, una strage con il bombardamento chimico di gas nervini. Erano donne, bambini e anziani, perché gli uomini si trovavano sulle montagne, arruolati nei peshmerga, i partigiani della libertà.
Stanno svolgendosi ancora i processi che riguardano i responsabili di tali stragi. Processi che hanno raccolto, come nel caso di Halabja, le testimonianze documentate di giornalisti e fotografi arrivati fin dalle ore successive sul luogo della strage. Come nel caso del turco Ramazan Ozturk, autore della fotografia divenuta il simbolo di quell’eccidio, che verrà presto a Firenze per testimoniare la sua esperienza. Il popolo curdo sta ricostruendo una democrazia regionale autonoma, integrata nel Governo nazionale. I sopravvissuti alle stragi possono solo ora avere un riconoscimento pensionistico e il diritto alla cura sanitaria. Cura necessaria, dato che molte sono le patologie invalidanti, oncologiche, circolatorie, dell’apparato respiratorio, genetiche, derivanti dalla contaminazione dei gas, che colpiscono ancora oggi buona parte della popolazione.
Firenze e l’Assessorato alla Salute della Regione Toscana, da noi coinvolto, ha dimostrato di poter dare a questo Paese un concreto aiuto per cambiare la qualità dell’intervento sanitario in loco, garantendo know how e formazione. Abbiamo visitato i tre nuovi ospedali di Sulaimaniya e incontrato l’equipe di operatori sanitari dell’ospedale di Careggi, chiamati a formare il personale curdo, seguendo protocolli e utilizzando alte tecnologie, da loro acquistate, che riprendono il modello toscano. Abbiamo incontrato i medici locali che abbiamo conosciuto durante il periodo di formazione a Firenze. La Pace si costruisce anche attraverso la condivisione dei saperi e la solidarietà dei popoli. In questo messaggio di contenuto “lapiriano”, fatto proprio da MfP, si sintetizza il ruolo sovrannazionale dei Sindaci, che possono fare molto a salvaguardia delle comunità rappresentante. Venendo alla condivisione del periodo post elettorale, l’attenzione di tutti era puntata sull’alta affluenza al voto, che a differenza della volta precedente, ha visto coinvolte pienamente nel processo democratico le tre principali etnie: sunniti, sciiti e curdi. Con l’obiettivo di condividere un progetto politico di inedita riappacificazione. L’indice della mano sinistra dell’elettore si segna d’inchiostro, che resta indelebile per alcune settimane. Quando i nostri interlocutori si accorgono della nostra attenzione, ciò non dispiace loro, perché lo vivono come atto dimostrativo di un evento vissuto con orgoglio e identità nazionale. Con i figli adolescenti di alcune famiglie che abbiamo incontrato, che si segnano l’indice allo stesso modo, per gioco imitativo.
Nei giorni di permanenza, la delegazione ha avuto l’opportunità di partecipare, in alcune famiglie, ai festeggiamenti del Newroz. Un’esplosione collettiva di felicità, s’indossano gli abiti della tradizione, scintillanti e coloratissimi per le donne. Pic-nic e balli nei prati, sacrifici di agnelli all’aperto e un gran bisogno di coinvolgere il mondo d’attorno. Coinvolti a nostra volta, ci hanno fatto sentire coprotagonisti di eventi condivisi da un’intera comunità.
I rappresentanti delle Istituzioni incontrate, hanno dato la loro disponibilità ad accogliere autorità fiorentine e regionali per intensificare le relazioni avviate sui temi della salute, della cultura e dello sviluppo economico” La presidente della commissione Agostini ha spiegato che “Halabja, la città martire, intende proseguire l’impegno internazionale con Mayors for Peace, e auspica d’intensificare le relazioni culturali ed economiche con Firenze e con la Toscana.
Erbil, la capitale regionale del Kurdistan, una delle città più antiche, la cui origine viene datata tra i 6000 e gli 8000 anni, è universalmente conosciuta per il Castello che domina il Centro Storico e che un’equipe di archeologi francesi sta restaurando sotto l’egida internazionale. Nel 2007, fin dal primo incontro a Firenze, ha proposto un gemellaggio, in virtù del fatto che il proprio Centro Storico, come il nostro, è riconosciuto patrimonio mondiale dall’UNESCO.
Sulaimaniya, la città con la quale esiste una sorta di gemellaggio sanitario con Firenze e la Toscana, auspica una continuità di scambi di informazione e formazioni in tutti i campi. Con il Sindaco di Mazzarino Vincenzo D’Asaro abbiamo preso un impegno, quello di portare in Italia la mostra del fotografo turco Ramazan Ozturk, i cui scatti sono esposti nel Mausoleo di Halabja, dove è stato premiato con una cerimonia solenne alla quale abbiamo preso parte. Cerimonia nella quale le testimonianze dei sopravvissuti e delle autorità hanno sottolineato l’importanza dell’informazione, anche visiva. Del fatto che, se non ci fosse stato il supporto dei fotografi, di molti eventi non avremmo avuto mai notizia.  Per fare di questa iniziativa un evento importante per l’associazione Mayors for Peace-Italia, il Sindaco di Mazzarino chiede di incontrare quanto prima il Vice presidente MfP, il Sindaco di Firenze Matteo Renzi. (lb)

 


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