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16/12/1999
Petizione per difendere la vivibilità e gli spazi di socialità del quartiere di Gavinana
Una petizione per difendere la vivibilità e gli spazi di socialità del quartiere di Gavinana è stata lanciata questa mattina dal comitato «Le questioni relative alla realizzazione di un centro commerciale nell'area ex Longinotti ci preoccupano fortemente». Chi vorrà firmare la petizione lo potrà fare, a partire da oggi, recandosi al gruppo consiliare di Rifondazione Comunista, a Palazzo Vecchio. Nei prossimi giorni saranno allestiti banchini nelle principali piazze di Firenze. Questo il testo della petizione: «LE QUESTIONI RELATIVE ALLA REALIZZAZIONE DI UN CENTRO COMMERCIALE NELL’AREA EX LONGINOTTI CI PREOCCUPANO FORTEMENTE. Premessa per lo svolgimento di un dibattito sereno e per la assunzione di decisioni prese nella più ampia libertà, è la garanzia che non si attuino interventi di ordine pubblico contro il centro sociale dell’area ex Longinotti come soluzione sbrigativa di complesse questioni sociali, culturali, economiche e politiche. Siamo preoccupati per le conseguenze sulla qualità della vita per i cittadini del quartiere visto che “quel” centro commerciale comporterà un’aggiunta ulteriore di traffico veicolare privato stimato in almeno 6.000 macchine giornaliere (al quale va sommato ancora il traffico per rifornimento merci!); siamo preoccupati per le conseguenze sulle attività commerciali del quartiere che saranno condannate a sparire definitivamente; siamo preoccupati per le conseguenze che questa operazione immobiliare ed economica avrà sulla prosecuzione in quell’area, della positiva esperienza del CPA, Centro Popolare Autogestito, uno spazio di aggregazione sociale e culturale che risponde anche al disagio giovanile, che ha ottenuto negli anni indubbi riconoscimenti sul valore e sulla positività delle attività svolte ma che non hanno ancora trovato una adeguata volontà, da parte delle pubbliche amministrazioni cittadine, di confronto reale a partire dal riconoscimento del significato che questa esperienza culturale ha per la città tutta; siamo preoccupati infine per il modello di riqualificazione urbana che viene affermandosi: se prima i centri commerciali erano voluti all’estrema periferia degli aggregati urbani per portare servizi nei quartieri dormitorio oggi si assiste a una marcata inversione di tendenza visto che questi interventi interessano le preziose periferie storiche della città; siamo preoccupati che il tema del recupero delle aree dismesse sia dominato dal prevalere della compatibilità economica e fondiaria piuttosto che dall’interesse collettivo in risposta ai bisogni sociali. Le dichiarazioni apparse sui giornali, in merito alla disponibilità del Sindaco e dell’Amministrazione di Firenze a rivedere il progetto di centro commerciale, devono tradursi in impegno sostanziale a ricomporre una vicenda complessa e con molti attori, ridando voce questa volta agli attori economicamente più deboli: i cittadini ai quali l’Amministrazione deve garantire che siano realizzati interventi compatibili con la vivibilità del quartiere, i piccoli commercianti la cui sopravvivenza ci garantisce che le strade non siano deserte ma luoghi di incontro ossia proprio quelle caratteristiche che differenziano un quartiere urbano da quartiere dormitorio, il CPA, Centro Popolare Autogestito, a cui questa amministrazione ha il dovere di garantire la prosecuzione in quell’area di una positiva esperienza di aggregazione giovanile che potrebbe indicare strade nuove per il superamento del disagio sociale. Il recupero delle aree dismesse è l’ultima occasione per attuare politiche di riequilibrio territoriale, proprio perché sono localizzate in periferie storiche preziose ma congestionate; intervenire su queste aree è questione di estrema delicatezza perché di fatto sono lo strumento con il quale contribuiremo a costruire il modello culturale, sociale ed economico di città nella quale tutti noi abitiamo. I sottoscritti cittadini chiedono al Sindaco e al Consiglio Comunale di adottare un provvedimento fondato sui seguenti obiettivi e principi: A - revisione del progetto approvato con delibera G.M. 599/99, in riferimento alla quale il Consiglio Comunale dovrà approvare le controdeduzioni relative alle osservazioni presentate da parte di cittadini e approvare il progetto definitivo; B - la priorità sociale degli interventi con recupero in termini di qualità della vita per i cittadini residenti: diminuzione dell’inquinamento ambientale e acustico, aumento degli standards edilizi (verde pubblico, ecc.), aumento degli spazi di aggregazione sociale; C - l’ammissibilità dell’intervento privato deve essere subordinata al contenimento del traffico veicolare privato e deve essere compatibile con il tessuto economico e sociale del quartiere stesso; D - la sostenibilità dell’intervento privato deve essere commisurata alla salvaguardia dell’identità economica e sociale costituita dalle piccole attività commerciali e artigianali del quartiere; E – ma premessa inderogabile per lo svolgimento di un dibattito sereno e per la assunzione di decisioni prese nella più ampia libertà, è la garanzia che non si attuino interventi di ordine pubblico contro il centro sociale dell’area ex Longinotti come soluzione sbrigativa di complesse questioni sociali, culturali, economiche e politiche. LE QUESTIONI RELATIVE ALLA REALIZZAZIONE DI UN CENTRO COMMERCIALE NELL’AREA EX LONGINOTTI CI PREOCCUPANO FORTEMENTE. ELENCO PROMOTORI DELLA SOTTOSCRIZIONE Mario Noferini, comitato Cittadini Quartiere 3 Gianni Savia, comitato Cittadini Quartiere 3 Monica Sgherri, consigliere Comunale P.R.C. Riccardo Basosi, consigliere comunale Democratici Gregorio Malavolti, consigliere Comunale D.S. Enrico Falqui, consigliere Comunale P.R.C. Massimo Torelli, assessore Campi Bisenzio Giovanni Castellani, Consigliere D.S. Quartiere 3 Miriam Verdi, consigliere P.R.C. Quartiere 3 Vincenti Alessio consigliere Democratici Quartiere 3 Dario Fo, premio Nobel per la letteratura Franca Rame, attrice Antonio Paolucci, Sovrintendente per i Beni artistici e storici Lara Vinca Masini, critico d’arte, Firenze Antonio Tabucchi, scrittore Danilo Zolo, professore di Sociologia del Diritto all’Università di Firenze Giancarlo Paba, direttore Dipartimento di Urbanistica, Facoltà di Architettura Ernesto Screpanti, professore di Economia Politica, Università di Siena Melania Marchetta, rappresentante nel c.d.a. Università – studenti di sinistra Leonardo Pieri, consigliere Facoltà di lettere – studenti di sinistra Leonardo Rombai, presidente Italia Nostra Ugo Cianchi, vice presidente Italia Nostra Maurizio Da Re, segreteria regionale Legambiente Massimo Migani, presidente Legambiente Guido Scoccianti, presidente Regionale WWF Piero Colacicchi, A.D.M., Associazione Difesa Minoranze Laura Grazzini, segreteria ARCI Firenze Roberto Bartoli, Gruppo Economia Ernesto Balducci Sofia Sarlo, Villaggio dei popoli Don Mazzi, Comunità di base Isolotto Don Santoro, Comunità di base “Le Piagge” Cristiano Lucchi, Altra città, giornale della periferia Maurizio Sarcoli, Cooperativa sociale Il Pozzo Giuseppe Banchi, Medicina Democratica Firenze Moreno Biagioni, Consulta regionale ANCI immigrazione Matteo Buda, Comitato dei Diritti Negati Moreno Verdi, coordinatore RSU Università di Firenze, Segretario Generale SNUR Domenico Lentini, segreteria provinciale RDB/CUB, Pubblico Impiego Natale Seremia, segreteria aziendale RDB/CUB Comune di Firenze Giovanni Barbagli, segretario Regionale R.D.B. Sanità Andrea Calò, segretario Provinciale R.D.B. sanità Stefano Bianchi, segreteria Funzione Pubblica CGIL Toscana Stefania Ferretti, Unione Inquilini Firenze» (fn)

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