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22/12/2001
Centrale del Latte, interviene Papini (Verdi): «Siamo dalla parte degli allevatori, degli agricoltori e dei cittadini»
«I Verdi stanno dalla parte degli allevatori, degli agricoltori e dei cittadini ed esprimono preoccupazione e dissenso per le modalità di dismissione della Centrale del Latte». E’ quanto hanno dichiarato il capogruppo dei Verdi Alessio Papini e il portavoce fiorentino Sergio Paderi. «Premesso che non siamo pregiudizialmente contrari alle privatizzazioni come abbiamo dimostrato più volte col nostro voto - hanno spiegato i due esponenti del centrosinistra - non possiamo non dichiarare la nostra totale insoddisfazione e dissenso per il testo del “bando per l’invito a manifestazione d’interesse per l’acquisto della Centrale del Latte di Firenze”. E’ positivo la valorizzazione che compare nel bando delle cordate economiche a carattere locale, ma, a fronte di precise prese di posizione del Consiglio Comunale sulla richiesta di chiare garanzie per i lavoratori della Centrale del Latte, sull’ubicazione del nuovo stabilimento e, soprattutto, sul mantenimento dell’acquisto della quota di latte toscano da parte della Centrale le garanzie sono del tutto insufficienti o addirittura assenti». «Mentre sulla questione dei lavoratori si afferma nel bando che le trattative sono in corso e che quindi non c’è niente di certo - hanno aggiunto Papini e Paderi - sullo stabilimento si afferma che lo stabilimento “potrà” essere costruito secondo l’attuale progetto della Centrale che prevede lo spostamento a Novoli nell’area Mercafir, quindi deciderà il nuovo proprietario come più gli aggrada. Il punto peggiore in assoluto è quello in cui si afferma che l’obbligo di acquisto del latte toscano, 35 milioni di litri anziché gli attuali 40-45 prodotti, sarà vigente “purchè lo stesso abbia un prezzo allineato a quello di mercato”, il che significa la certezza che la Centrale potrà tranquillamente acquistare latte a basso costo di produzione estera». «La mancanza di garanzie sull’acquisto del latte toscano – hanno sottolineato - rischia anche di far saltare la prevista partecipazione di Regione e Provincia nel futuro assetto azionario della Centrale, perché non si capisce il motivo per cui la Regione o la Provincia dovrebbero partecipare ad un’azienda che vende latte, ad esempio, neozelandese o polacco. Anche se è vero che il Comune ha percepito dalla cessione delle Farmacie una cifra minore a quella prevista troviamo pericolosissimo pensare di recuperare il mancato introito rinunciando a garanzie sulla Centrale. Infatti mentre la privatizzazione delle farmacie non andava a ledere nessun interesse economico locale, quella della Centrale del Latte rischia di danneggiare il sistema agricolo e dell’allevamento del Mugello e di tutta la Toscana e di far bere ai fiorentini latte estero a basso costo e di provenienza incerta nell’attuale mercato globalizzato. Il rischio è anche quello di un ulteriore spopolamento delle zone rurali». «Siamo quindi solidali con le associazioni di categoria dell’agricoltura che hanno protestato per il testo del bando - hanno concluso Papini e Paderi - e lavoreremo insieme per modificarlo nel testo del bando definitivo. Troviamo grave anche che ad una nostra richiesta ufficiale di incontro, sottoscritta anche dai Democratici e dai Comunisti Italiani, del testo del bando, l’assessore abbia risposto dandoci appuntamento per il 27 dicembre, cioè una settimana dopo l’uscita del bando stesso. A questo punto non ci resta che lavorare sul bando definitivo per capire quanto sia già compromesso e cosa si possa ancora modificare». (fn)

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