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22/12/2001
Nasce il Parco di Firenze, un'unica Spa per Cascine e Argingrosso. Nuovi accessi, passerelle pedonali e percorsi elettrici per il Parco
Come attuare e procedere alla riqualificazione del parco di Firenze che tiene insieme le due aree delle Cascine e dell'Argingrosso. Come sposare tutela e salvaguardia ambientale del parco, garantendo la massima fruibilità e il recupero strutturale dello spazio. Quali opportunità creare perché quest'enorme polmone verde (140 ettari) venga visto come una risorsa e non più come una voce di spesa nel bilancio comunale. Le linee guida del progetto per la "rinascita" della Cascine le ha presentate questa mattina l'assessore all'ambiente Vincenzo Bugliani insieme ai consiglieri comunali Alberto Formigli e Gabriele Toccafondi. Sono il frutto del gruppo di lavoro costituito dagli stessi , ai quali si è poi unito anche Giorgio Bonsanti, con i Direttori dei servizi Ambiente, Ufficio tematico Parchi urbani, Patrimonio, Ufficio Città Sicura, l’Arch. Maurizio Barabesi e il Prof. Arch. Lorenzo Vallerini dell’Università di Firenze Dipartimento Architettura del paesaggio come consulente esterno. che da un anno lavorano insieme Sarà una Società a prevalenza pubblica a gestire il Parco di Firenze (Cascine e Argingrosso). Una Spa che si occuperà della gestione economica e dei servizi al parco della quale farà parte anche un partner privato che dia l'apporto per la costituzione di un vero e proprio piano di impresa per attuare gli indirizzi definiti. "Oggi, - ha detto l'assessore all'ambiente Vincenzo Bugliani- presentiamo il punto di partenza per il progetto del parco, mantenendo così concretamente un impegno preso con la città, richiesto anche da una mozione approvata dal C.C. e da me fatto proprio" "L’obbiettivo - continua l'assessore Bugliani insieme ai consiglieri- è quello di superare le esperienze che ci hanno preceduto che sono state caratterizzate da una forte elaborazione di proposte, progetti e programmi, più o meno validi e approfonditi, senza mai arrivare ad individuare come dargli attuazione e procedere alla riqualificazione del parco. Ciò mentre si è assistito ad uno sporadico ed incontrollabile fiorire di proposte di parte che rispondono ad interessi particolari, seppur legittimi, aventi il limite di rappresentare solo se stessi originati dall’esigenza di dare soluzione a problemi esterni al parco." La gestione quotidiana del parco è tuttora regolata dalle competenze di 8 Assessorati del Comune di Firenze con scarse prospettive unitarie, tutelato dalla Soprintendenza, occupato dalla Scuola di guerra aerea, da una Università, da un istituto Tecnico Superiore, da due Ippodromi, da due discoteche, da alcuni circoli sportivi e impianti, da una serie di magazzini comunali, e parte del giorno e della notte abbandonato alle prostitute e d allo spaccio di stupefacenti, e così via. Il progetto tenta di individuare il percorso da fare che accanto agli obbiettivi mette gli strumenti, si dà i tempi e fa della ricerca di risorse pubbliche e private il primo vero obbiettivo. "Da oggi, - ha annunciato Bugliani- la città è direttamente coinvolta nel progetto" . Parte infatti il confronto con la Provincia, il Consiglio Comunale, i Quartieri interessati, la Soprintendenza, l’Autorità di bacino, l’Università di Firenze, le Associazioni Ambientaliste, l’ Aeronautica Militare, i concessionari dei beni immobili più rappresentativi che fanno parte dell’ambito territoriale, le Associazioni di volontariato e quelle sportive, gli Ordini e Collegi professionali, le Associazioni di Categoria e quanti vorranno partecipare dato che l’oggetto è il parco di Firenze e quindi una delle risorse più importanti per questa città. L'obiettivi, - ha detto Formigli- è quello di individuare un soggetto gestore che assuma la titolarità dell’attuazione degli indirizzi pubblici stabiliti dall’Amministrazione Comunale che tengano conto delle priorità e delle necessita del parco oltrechè della funzione che a questo si assegna nei confronti della città" Il lavoro prodotto offre una ampia analisi che dall’inquadramento territoriale e metropolitano si muove attraverso l’esame delle compatibilità con il PRG vigente ed il regime dei vincoli ricadenti sull’area, da quello paesaggistico e monumentale a quello legato al rischio idraulico ed al piano di bacino, fino alla evidenziazione degli interventi programmati e finanziati in quell’ambito territoriale dall’Amministrazione comunale.La parte di analisi si completa con un dettagliata tavola degli usi dei suoli e delle strutture del parco con individuate esattamente le aree pubbliche di libero accesso, gli immobili inutilizzati, quelli oggetto di concessioni a terzi ed adibiti ad attività sportive, culturali, amministrative, militari, alla pubblica istruzione, alla residenza ed alla sicurezza lasciando visibili le viabilità, le aree private che ricadono quasi per la loro totalità nell’ambito dell’Argingrosso. Da ciò scaturisce un vero e proprio piano guida preliminare che definisce le invariabili strutturali che in questo caso sono rappresentate dal parco storico, quello del restauro e della conservazione, e dall’impossibilità dell’ulteriore limitazione delle aree destinate alla pubblica fruibilità, specifica le funzioni del parco delle attività da riguadagnare alla città tra cui prioritariamente l’area dell’Argingrossso, vera e propria occasione per ristabilire un nuovo rapporto vitale con il nostro fiume, e individua un sistema di porte del parco (in tutto 6: piazza Vittorio Veneto, Piazzale del Re, Le Mulina, Isolotto, Poderaccio, Peretola, all'altezza della Stazione delle cascine) sulle quale convogliare le opportunità di interesse reciproco tra pubblico e privato al fine di mettere a disposizione del parco le risorse per le necessità individuate a partire dal sistema dell’accessibilità esterna e della mobilità interna rapportata alla rete di trasporto pubblico locale. Due i nuovi attraversamenti pedonali dell'Arno, vicino all'ippodromo delle Mulina, dalle parti dell'Anfiteatro. Tutta la mobilità all'interno è elettrica. Il progetto prevede la costituzione di un managment operativo con competenze tecniche precise ed autonome al quale affidare l’attuazione dei programmi stabiliti e l’erogazione dei servizi necessari, la ricerca e attivazione di rapporti di reciproco interesse (foundraising) con privati, associazioni o qualsiasi altro soggetto sensibile che possa essere interessato a mettere a disposizione risorse economiche ed umane per le finalità statutarie del soggetto gestore; la ricerca di finanziamenti pubblici nazionali e comunitari; la definizione delle procedure di coinvolgimento dei privati nella gestione delle opportunità offerte dalla programmazioni di attività e dalla pianificazione dell’area; la redazione del piano di gestione e del regolamento d’uso che sovrintendono alla realizzazione dei progetti di recupero ambientale, architettonico, funzionale e delle nuove utilizzazioni tramite una approfondita analisi dei costi fissi necessari per il parco, le risorse indispensabili per il recupero e quelle prodotte o producibili dal parco. Le Cascine quindi, oggi, come vertenza cittadina e sfida culturale: si tratta di ripartire dalle Cascine per pensare ad una città più vivibile che fa tesoro della propria bellezza e che contestualmente non rinuncia ad innovare e programmare il suo sviluppo proprio a partire dalle aree verdi, con un respiro capace di coinvolgere l’intera area metropolitana,. (lb) Palazzo Vecchio, sabato 22 dicembre 2001 .

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