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08/11/2015
Unity in diversity, alla ricercatrice spagnola Aitana Guia borsa di studio dell’Istituto Sangalli
La Fondazione Del Bianco: «Dialogo interculturale fondamentale ed inevitabile»

La ricercatrice spagnola Aitana Guia studierà le buone pratiche di coesistenza pacifica fra differenti fedi religiose, grazie alla borsa di studio ‘Città e religioni. Passato e presente per una convivenza pacifica’, promossa dall’Istituto Sangalli per la storia e le culture religiose in occasione del forum mondiale ‘Unity in diversity’.
La consegna dell’assegno alla ricercatrice dalle mani del sindaco Dario Nardella è avvenuta questa mattina, a chiusura dell’iniziativa in Palazzo Vecchio.
Obiettivo del progetto di ricerca presentato dalla ricercatrice spagnola, dottorata in Canada, è analizzare quali fattori possono far funzionare e quali ostacolano la promozione del pluralismo religioso e culturale, per definire un elenco delle buone pratiche che, a livello cittadino, contribuiscono a mantenere una coesistenza pacifica e riducono al minimo le tensioni religiose. Il progetto che ha vinto metterà a confronto le migliori esperienze in Italia e Spagna: nel nostro paese lo studio si concentrerà sulle città di Milano, Roma, Firenze e Bologna, per la Spagna su Madrid, Barcellona, Valencia e Granada. I risultati della ricerca, che saranno presentati a maggio 2016, ambiranno a proporre modelli di comportamenti applicabili ad altre città europee e indicheranno le sfide per il lavoro futuro in questo campo, sempre più centrale per le politiche pubbliche in ambito urbano.
“Troppo spesso - spiega Maurizio Sangalli, fondatore e presidente dell’omonimo istituto - si pensa alla ricerca in campo umanistico come ad una branca slegata dall’attualità. L’Istituto Sangalli per la storia e le culture religiose nato a Firenze un anno fa, ha fra i suoi obiettivi quello di sfatare questo falso mito: consentire ad un giovane ricercatore, italiano o straniero, di approfondire lo studio di ciò che sta dietro ai conflitti religiosi, e di come sono stati risolti (o non risolti) nel passato o di come si può tentare di superarli nel presente e nel futuro, significa incidere direttamente su situazioni concrete che le nostre comunità si trovano oggi ad affrontare”.
Al forum mondiale è intervenuta anche Paolo Del Bianco, presidente della Fondazione Romualdo del Bianco, con la relazione ‘Il dialogo interculturale è fondamentale ed inevitabile. Come il viaggio può diventare formazione ed economia del Paese’.
La Fondazione (http://www.fondazione-delbianco.org/italiano/index_i.htm) si prefigge di dare il proprio contributo all’affermazione della vocazione di Firenze quale città d’incontri e di pace, attraverso il proprio impegno nel campo della promozione e valorizzazione del suo patrimonio artistico e culturale, motore d’incontro, di conoscenza, di comprensione, quindi motore di pace. (fn)
 


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