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30/12/2009
Bertini (Pdl): “Nuovo regolamento per i dehors: un’occasione perduta”

Questo il testo dell’intervento del consigliere del Pdl Stefano Bertini
“Se c’è una cosa in cui le passate Amministrazioni Comunali hanno eccelso, ed in particolar modo quelle del sindaco Domenici, è senza dubbio la facilità con cui hanno vessato i cittadini: tributi elevati, servizi dai costi eccessivi e sproporzionati, multe elevate sempre e comunque per fare cassa. A fronte di questo, un immobilismo totale, la città chiusa in se stessa, involuta, adagiata su una ‘rendita’ che non poteva essere più tale, nessuna manifestazione importante, nessun richiamo per un turismo qualificato, nessuna tutela per i negozi storici. L’Amministrazione è stata cioè sorda ed impermeabile agli effettivi bisogni dei cittadini, sia a quelli personali e quotidiani, sia a quelli collettivi, legati all’amore per la propria città.
Il nuovo regolamento sui cosiddetti dehors rispecchia inesorabilmente questo deleterio modo di fare politica. Anche stavolta l’Amministrazione, perdendo un ottima occasione per dimostrare di essere finalmente diversa da quelle precedenti, ha scelto la via della imposizione di proprie personali ed autoritarie scelte, senza un confronto responsabile con le categorie interessate ed anzi disattendendo totalmente le loro motivate indicazioni, peraltro espresse in una seduta della Commissione per lo sviluppo economico in cui non fu neppure loro mostrata la bozza, pure già stesa, di quel regolamento.
Nonostante le contestazioni e le proposte di modifica avanzate dal Pdl, che pareva avessero incontrato la condivisione di tutti i membri della commissione, la Giunta ha scelto di imporre i nuovi requisiti, quali fasciatoi e servizio wi-fi, come condizioni per accedere alla concessione e di fatto ha disatteso la proposta di attuare una salvaguardia reale nei confronti di coloro che avevano già presentato, sostenendone tutti i costi relativi, un nuovo progetto nella vigenza e nel rispetto del ‘vecchio’ regolamento, che in realtà non è mai entrato in vigore. Non solo, ma la tassa sul suolo pubblico imposta agli esercenti fiorentini è la più alta d’Italia.
E’ evidente che ciò è inaccettabile e sfugge la comprensione del senso logico di tale scelta: imporre quei requisiti significa per esempio attuare una grave disparità di trattamento tra chi ha la possibilità tecnica e materiale di rispettarli e chi invece, suo malgrado, non può farlo. Si pensi ai fasciatoi: è evidente che essi non potranno essere posti tra i tavoli di un bar o di un ristorante, e chi non ha spazio sufficiente per realizzare un locale igienico ad hoc non potrà godere della concessione. E poi siamo veramente certi che questo requisito servirà a migliorare la qualità del servizio? Non costituiva una scelta più razionale quella di rimetterne l’adozione alla volontà dell’imprenditore, magari prevedendo degli incentivi reali a chi poteva ed intendeva adeguarsi?
Non vi è dubbio che un simile regolamento debba essere rigoroso, essenzialmente per il decoro della città, ma è altrettanto vero che continuare a comprimere l’iniziativa e l’attività dei privati alla fine non porta ad una effettiva riqualificazione della città e del rapporto tra essa ed i suoi abitanti e frequentatori, perché l’imprenditore ingiustamente vessato non potrà mai offrire un servizio di qualità a costi accettabili”. (fdr)
 


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