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09/11/2016
Inceneritore, Amato (AL): “La sentenza del Tar conferma che la procedura della ex Provincia non prescriveva le opere di mitigazione e il Parco della Piana”
“Con una mozione un anno fa denunciavo che la Valutazione di Impatto Ambientale doveva prevedere la realizzazione dei boschi della Piana, dove poi è stata prevista la nuova pista dell'aeroporto”

“Lo denunciavamo da tempo e adesso è diventato l'elemento ostativo per il proseguo nella realizzazione dell’inceneritore di Case Passerini: una situazione tragico comica che rende inaccettabili le dichiarazioni del Sindaco Nardella di ieri sul Tar”. Lo dice Miriam Amato, consigliera di Alternativa Libera dopo la sentenza del Tar che blocca l'inceneritore di Case Passerini.
E poi singolare – sottolinea Amato – che il luogo dove sarebbero dovuti crescere i boschi è lo stesso dove adesso si prevede la nuova pista dell’aeroporto”.
“Oltre un anno fa, il 22 luglio 2015, presentai una mozione, poi bocciata dal Consiglio – afferma la consigliera – dove mettevo in evidenza che per l’autorizzazione integrata sarebbero dovute essere rispettate quelle prescrizioni imprescindibili riportate nel protocollo d’intesa, sottoscritto nel 2005 dai comuni interessati, in merito alle opere di miglioramento ambientale. Queste prescrizioni – continua Amato – prevedevano sia le opere di rinaturalizzazione, i boschi della Piana, da realizzare prima dell’avvio dei lavori dell'inceneritore e durante la fase di procedura V.I.A.. relativa all'impianto, che la realizzazione del Parco della Piana...”.
Nel protocollo, ricorda la consigliera : “la Provincia s’impegnava, come condizione irrinunciabile per la realizzazione dell’impianto, al finanziamento degli interventi di rinaturalizzazione (Boschi della Piana), sia nei pressi dell’attuale impianto di Case Passerini che dell’area denominata Osmannoro 2000”.
“Nella mozione chiedevo – continua Amato – che la mancanza del rispetto di suddette prescrizioni fossero elemento ostativo alla conclusione del procedimento previsto nella conferenza dei servizi del 6/8/2015. Ricordando anche il parere contrario del Comune di Sesto Fiorentino alla valutazione d’impatto ambientale sull’impianto d’incenerimento, del 11/4/2014, che sottolineava come la Provincia di Firenze mentre il 28/2/2014 concludeva la seconda seduta della conferenza dei servizi affermando che “la messa in esercizio dell’impianto potrebbe essere subordinata, attraverso un’apposita prescrizione, all'attuazione delle prescrizioni sottoscritte nel protocollo” tale prescrizione risulta tuttavia assente nelle conclusioni del procedimento amministrativo della Provincia stessa.
“Non ci fermeremo perché questo impianto non ha motivo di esistere – conclude Amato – è l’ennesima opera costosa, inutile ed estremamente dannosa che ucciderà la raccolta differenziata, che avvelenerà la nostra aria e i nostri terreni”. (s.spa.)


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