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26/10/2005
Vicenda rom in via Calzaiuoli. Collesei e D'Eugenio: “Episodio da condannare, ma la destra fa richieste strumentali. Per noi vale la cultura delle regole e dell’inclusione”
“Non si può prendere spunto da un fatto di cronaca, da un episodio esecrabile e condannabile come quello del tentato rapimento del bimbo di ieri in centro da parte di una donna che sosta in qualche parte della città per fare l'ennesimo polverone sulla politica dell'accoglienza a Firenze. Le stesse forze dell'ordine dichiarano che fenomeni di accattonaggio o borseggio sono spesso ad opera di persone che vivono in ricoveri abusivi o di fortuna e non riguardano i nomadi che vivono nei campi. Appare quindi strumentale la richiesta della destra di rivedere le modalità di accesso e permanenza dei cittadini rom all'interno dei campi del Comune”. È quanto dichiarano la presidente del Quartiere 5, Stefania Collesei, ed il presidente del Quartiere 4, Giuseppe D'Eugenio commentando l’episodio di ieri, avvenuto in via Calzaiuoli, per il quale è stata arrestata una rumena. “Di questi campi uno è gestito dal Quartiere 5 ed è l'Olmatello dove risiedono circa 200 persone e dove ogni nucleo familiare ha una fonte regolare di reddito, l'altro è il Poderaccio con 300 persone gestito dal Quartiere 4 e tra breve saranno ultimati i lavori anche al Masini per altri 150 rom – hanno proseguito i due presidenti dei quartieri –. Dove i bambini sono iscritti a scuola e la frequentano. Dove si cerca di sottrarli alla marginalità e favorirne l'integrazione. È solo attraverso l'integrazione che è possibile una convivenza civile. Non di «buonismo» si tratta ma di civiltà. Se un adolescente compie un atto criminoso a nessuno viene in mente di mandar via tutti gli adolescenti. Se uno zingaro compie un atto criminoso deve essere fermato e condannato ma non si può pensare di mandar via tutti gli zingari”. “La cultura della solidarietà non è quella del pietismo ma delle regole e dell'inclusione – hanno concluso Stefania Collesei e Giuseppe D'Eugenio –. L’incultura dell'intolleranza e del razzismo genera solo tensioni e marginalità non crea sicurezza. Come abbiamo già dichiarato, siamo vicini ai genitori del piccolo e condanniamo fermamente l'episodio criminoso. Ringraziamo le forze dell'ordine che vigilano costantemente il territorio ma è noto che una comunità è più civile e più sicura se non fa di tutta un'erba un fascio e permette alle persone di costruirsi un progetto di vita”. (uc)

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