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08/10/2005
I diritti delle donne, conferenza internazionale in Palazzo Vecchio. Il sindaco Domenici: “Firenze si conferma città del dialogo e del confronto”
“L’incontro di stamani ha l’obiettivo di fare il punto su una situazione molto complessa, soprattutto per quanto riguarda alcune parti del mondo dove è ancora difficile affermare i diritti delle donne. Anche nei Paesi più avanzati noi vediamo quanto sia scarsa o comunque insufficiente la rappresentanza femminile nelle sedi istituzionali e di governo”. Si è aperta con un intervento del sindaco Leonardo Domenici la conferenza internazionale “Diritti Dichiarati, Diritti Violati” che si è svolta oggi nel Salone de’ Dugento in Palazzo Vecchio, dove hanno partecipato studiosi, intellettuali e politici internazionali, tra cui il premio Nobel per l’economia Amartya Sen per una riflessione sul tema dei diritti delle donne dopo dieci anni dalla Conferenza Internazionale delle Nazioni Unite a Pechino. “Siamo particolarmente lieti di ospitare in Palazzo Vecchio questa conferenza internazionale sui diritti delle donne, a dieci anni di distanza da quella organizzata a Pechino – ha aggiunto il sindaco Domenici -. Vorrei qui sottolineare un aspetto fondamentale della vita della nostra città: l’apertura di Firenze come, luogo di dialogo, di confronto e di incontro, confermato stamani da questo convegno, dopo altri che abbiamo ospitato recentemente proprio qui in Palazzo Vecchio come quello fra rabbini e imam, per la pace fra ebrei e musulmani. E quello col sindaco di Hiroshima Akiba Tadatoshi in occasione del sessantesimo anniversario del bombardamento atomico”. La parola è poi passata al presidente del consiglio regionale della Toscana Riccardo Nencini, il quale ha sottolineato l’importanza di creare, proprio nella città di Firenze, un organismo che discuta di temi importanti come la pace e i diritti nel mondo. Un saluto è stato portato anche dal presidente del consiglio provinciale Pietro Roselli, che ha ricordato l’importanza dell’operato di Nelson Mandela nella lotta all’Apartheid. “Diritti Dichiarati, Diritti Violati” ha posto in primo piano una riflessione e quindi una valutazione critica degli obiettivi che erano stati proposti nella conferenza del 1995, delle realizzazioni e delle conquiste conseguite fino ad oggi, ma anche dei numerosi problemi ancora aperti sul terreno della parità e della partecipazione. “La conferenza internazionale – ha sottolineato l’assessore alle pari opportunità Daniela Lastri - mette in evidenzia il rischio che gli impegni assunti alla conferenza di Pechino possano rimanere vaghe promesse se i singoli governi non li trasformano in azione concreta in grado di migliorare la vita quotidiana delle donne. Le prospettive dei diritti dipenderanno moltissimo dalla soggettività politica delle donne e dal protagonismo nelle istituzioni internazionali e locali”. Nella sessione mattutina è stata prestata particolare attenzione alle istituzioni internazionali che promuovono le iniziative rivolte ad una rivalutazione dei diritti e della dignità delle donne nel mondo. Nel pomeriggio invece verranno approfonditi i temi legati allo sviluppo umano, con particolare attenzione alla demografia, alla povertà e alle migrazioni. Al convegno sono stati invitati la parlamentare europea Lissy Groner, Therese Gastaut, portavoce della IV conferenza mondiale sulle donne e Aleya Hammad el Bindari del movimento internazionale delle donne per la pace “Suzanne Mubarak”. Presenti, tra gli altri la presidente della commissione regionale pari opportunità Mara Baronti, il demografo Massimo Livi Bacci, la presidente del comitato di sviluppo del parlamento europeo Luisa Morgantini, l’eurodeputato Giovanni Berlinguer e Fosca Nomis vice presidente di Amnesty International Italia. Il convegno è stato promosso dal Comune di Firenze, la Provincia di Firenze, il Consiglio Regionale della Toscana e la Commissione Regionale per le pari opportunità, in collaborazione con il dipartimento di Storia della Facoltà di lettere dell’Università di Siena e del Dipartimento di Filosofia della Facoltà di Lettere dell’Università di Firenze e Art for the World.(pc) SEGUE FOTO CGE

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