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01/06/2016
Migranti, presentato il Report 2015: cresciuto il numero dei minori non accompagnati e segno più per nascite e imprese straniere
L’assessore Funaro: “Aumentata l’inclusione scolastica dei ragazzi che abitano al Poderaccio. Firenze è tra le prime città in Italia”

Più nascite di bambini stranieri (e anche italiani con diminuzione del tasso negativo delle nascite autoctone), aumento delle donne straniere sul territorio (arrivano a superare numericamente gli uomini, più imprese straniere registrate sul territorio e più inclusione scolastica dei ragazzi residenti nel villaggio del Poderaccio: è il quadro che emerge dal Report ‘Migranti, le cifre 2015’, pubblicato dall’assessorato al Welfare e presentato in Palazzo Vecchio dall’assessore all’Accoglienza e all’Integrazione Sara Funaro e dalla responsabile del settore ‘Stranieri e immigrazione’ del Comune Giuseppina Bonanni.
“Il Rapporto analizza in maniera dettagliata la situazione dei migranti sul territorio fiorentino e provinciale con uno sguardo più ampio sulla regione - ha detto l’assessore Funaro -. Nell’ultimo rapporto sono vari i dati che emergono tra l’aumento della popolazione straniera residente sul territorio e una maggiore inclusione scolastica dei ragazzi che abitano nel villaggio rom del Poderaccio, che dimostrano come Firenze sia una delle prime città per tasso di inclusione”. “I dati dimostrano anche un aumento dell’imprenditoria straniera sul territorio fiorentino - ha spiegato Funaro -: in alcuni casi è stato registrato uno sbilanciamento tra imprenditoria maschile e femminile che però viene compensato dall’imprenditoria cinese che registra quasi la parità tra l’imprenditoria maschile e quella femminile”.
Dal Report viene fuori che le assegnazioni degli alloggi erp risultano assegnati per l’85% a cittadini italiani e per il 15% a quelli stranieri e che al Poderaccio, dove vive la comunità rom (380 residenti autorizzati, il 45% dei quali minorenni), è in aumento l’inclusione scolastica. Sul fronte della scuola il report segnala anche che negli ultimi anni sono le ragazze a segnare un cambio di passo nell’accesso all’istruzione superiore: il loro numero è infatti in netta ascesa, grazie ad un mutato contesto culturale che ha fatto proprio il concetto di pari opportunità.
Inclusione scolastica. La scelta della scuola superiore è condizionata in egual modo dalle preferenze dei coetanei che risiedono nel villaggio e dalla posizione della scuola: sono privilegiati infatti gli istituti comprensivi vicini al luogo di residenza. Nell’anno scolastico 2014/15, grazie anche alla collaborazione tra gli istituti scolastici e l’amministrazione comunale, sono state ampliate le iniziative all’interno delle classi, anche attraverso la proposta di laboratori interculturali. Che possono riguardare temi come l’interculturalità o temi maggiormente riferiti alle materie curriculari. Dal Report emerge come sia pienamente condivisa l’importanza di evitare interventi differenziali a favore degli alunni rom, preferendo invece azioni che coinvolgano tutti gli studenti per facilitare il processo di integrazione attraverso la condivisione. Da una prima analisi fatta con i referenti scolastici, questa nuova impostazione ha portato a sensibili miglioramenti nell’integrazione con i gruppi classe, nei risultati didattici e nelle frequenze. Per il momento sono stati proposti sei laboratori: due alla primaria e quattro nella secondaria di primo grado: interculturalità, approfondimenti sulla Costituzione (con il supporto finale di uno studioso della Costituzione), approfondimenti sulla mitologia, storia: approfondimenti sui metodi di studio della materia, geografia: ‘Punti di vista: Convivenza tra diversità culturali’. Gli interventi a favore della socializzazione sono tutti collettivi ovvero partecipa l’intera classe di appartenenza: ne beneficiano dunque anche gli alunni rom non direttamente seguiti ed è occasione di crescita per tutti. Gli interventi di tipo extrascolastico invece sono per lo più di sostegno didattico e recupero scolastico, sia durante l’anno scolastico, che nelle vacanze estive.
Performance e frequenze scolastiche. Gli alunni con cittadinanza straniera dalla scuola dell’infanzia a quella superiore sono 8.741con un’incidenza totale sulla popolazione scolastica del 15.22%. È migliorata scolastica la performance: in totale gli studenti stranieri respinti sono scesi a 845 unità dalle 1.041 dell’anno scolastico 2013/14, un dato che rimane di valore positivo anche tenuto conto del calo di iscrizioni (-164 unità) registrato nella scuola secondaria (dove si realizza il maggior numero di esiti negativi). Per quanto riguarda, invece, le frequenze il Report 2015 fotografa una situazione di miglioramento con pochi casi di abbandono scolastico: mentre nell’anno scolastico 2013/2014 le frequenze nella scuola primaria erano pari al 79,6% e nella secondaria pari all’80,5%, le percentuali sono aumentate nell’anno scolastico 2014/2015 (80,88% nella scuola primaria e 81,5% nella scuola secondaria). Nell’anno scolastico 2014/15 il rischio di dispersione scolastica ha interessato quattro studenti ovvero quasi un quarto circa di coloro che avevano diritto a sostenere l’esame, se ammessi e la percentuale di successo è stata del 75%.
I minori non accompagnati. Risultano in crescita: oggi i minori presi in carico dal Comune sono 287 mentre il Report segnala nel 2014 i ragazzi privi di riferimenti parentali seguiti dall’Ufficio Minori stranieri non accompagnati del Comune erano 253 e la maggior parte di loro aveva un’età compresa tra i 15 e i 18 anni. Dei 253 minori non accompagnati accolti nel 2014 ben 115 sono di nazionalità albanese, mentre 32 sono di nazionalità romena. Nel corso del 2014 sono stati dimessi complessivamente 124 minori per vari motivi (allontanamento arbitrario: 78,23%; raggiungimento maggiore età: 4,84%; ricongiungimento familiare: 8,06%; ripresa in carico dei Servizi sociali: 7,26% e rimpatrio assistito: 1,61%).
Imprenditorialità straniera. Alla fine del 2014 la base strutturale dell’imprenditorialità straniera è maggiormente concentrata nel settore delle costruzioni (31.55%) e a seguire nel commercio all’ingrosso e al dettaglio (24.96%) e nelle attività manufatturiere (23.84%). A livello provinciale le attività straniere attive operanti in tutti i settori pesano per il 15.44% sul totale. Esaminando nel dettaglio le ditte individuali straniere si nota come, distinte le due componenti UE e non UE, all’interno del gruppo degli imprenditori comunitari quelli romeni da soli pesano per il 74.80%, seguono quelli tedeschi (6.61%) e francesi (4.28%). Gli imprenditori non UE sono trainati da quelli cinesi con il 36.58%, albanesi con il 16.08% e marocchini con il 13.33%. Per quanto riguarda le quote rosa in azienda, tra i Paesi UE l’unica fortemente sbilanciata a favore degli uomini è la Romania dove le donne guidano solo il 13.47% delle imprese. Tra i non UE l’Albania ha circa il 94% delle imprese con titolari uomini, mentre la Cina presenta un bilanciamento dei sessi molto più equo: il 43.24% sono donne.
Profughi e sbarchi. A Firenze abbiamo accolto 650 profughi e con i progetti Sprar e Paci si arriva a circa 900 profughi, sull’area metropolitana invece sono state accolte 2.200 persone. Complessivamente il numero dei profughi accolti è pari allo 0,22% della popolazione.
La popolazione straniera. Tra il 2014 e il 2015 a Firenze è aumentata del 4.58%: al 31 dicembre 2014 erano residenti in città 58.556 stranieri (15.52%) su un totale di 377.300 abitanti, di cui 45.084 provenienti da fuori Unione europea e 13.472 dall’Unione. Parte dell’aumento dipende dalla reiscrizione anagrafica di chi era stata cancellato a causa del censimento: tra ci cittadini extracomunitari spicca l’aumento dei residenti di nazionalità cinese (+ 515 unità, con un tasso superiore al 10%), mentre i residenti albanesi (5.704) e cinesi (5.560) ormai quasi si equivalgono. Continua invece il trend negativo della popolazione italiana residente (- 745 unità), ma è in rallentamento rispetto gli anni precedenti (-0.23%). Confrontando la distribuzione per fasce d’età della popolazione italiana e straniera si riscontra che l’età media degli stranieri è inferiore a quella degli italiani. Al primo posto rimane stabile la comunità romena (14.66% sul totale degli stranieri e 63.71% tra i cittadini che arrivano dai Paesi dell’Unione europea). Seguono i cittadini di Paesi non U.E: Perù (10.92%), Albania (9.74%), Cina (9.50%), Filippine (8.51%), Sri Lanka (3.92%), Marocco (3.68%), Ucraina (2.36%) ed Egitto (2.28%).
Le presenze straniere nei quartieri della città. I quartieri più popolati dagli stranieri (elenco per incidenza sul totale popolazione residente nel quartiere) sono i quartieri 1 (21.47%) e 5 (18.15%). Seguono il quartiere 4 (12.50%), il quartiere 2 (12.32%) e il quartiere 3 (10.94%), dove la popolazione straniera è distribuita in modo più uniforme e non sono state registrate variazioni rispetto gli anni precedenti: ciò significa che la crescita demografica straniera ha interessato in modo simile le varie zone della città. L’analisi della residenza in base ai componenti del nucleo familiare mostra come il centro sia generalmente scelto dai single (che è anche la tipologia di nucleo che prevale tra gli stranieri, con un’incidenza sul totale del 59.01%), mentre le famiglie più numerose si orientano più spesso verso i quartieri 4 e 5. (fp)

 


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