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30/12/2014
Domani sindaco e vicesindaca a pranzo con i rappresentanti delle confessioni religiose
Appuntamento alle 13 nella Sala degli Elementi di Palazzo Vecchio

L’appuntamento è per domani, a Palazzo Vecchio. Alle 13 in punto il sindaco Dario Nardella e la vicesindaca Cristina Giachi accoglieranno i rappresentanti delle confessioni religiose presenti a Firenze per un pranzo nella Sala degli Elementi.
Ci saranno il cardinale arcivescovo Giuseppe Betori, Giuseppe Burschtein per la comunità ebraica, l’iman Elzir Izzedin per la comunità islamica, ma anche i rappresentanti della Chiesa Evangelica Valdese, della Chiesa Evangelica Apostolica Italiana, della Comunità Bahà'i, della Chiesa Anglicana di St. Mark's, della Chiesa Ortodossa Greca, dell’Istituto avventista Villa Aurora, della Chiesa Evangelica dei Fratelli, della Chiesa Evangelica Riformata Svizzera, della Chiesa Evangelica Battista, della Chiesa Ortodossa rumena, della Comunità evangelica Luterana, dell’Istituto buddista italiano e dell’Unione Buddista Italiana.
«Un contributo importante per la crescita di Firenze può venire dal dialogo interreligioso e interculturale – ha sottolineato il sindaco Nardella – la fede religiosa costituisce un fattore determinante dell’identità personale. Analogamente, il ruolo della religione nel plasmare gli atteggiamenti e i comportamenti può rivelarsi fondamentale per affrontare tanti problemi. Certo, le comunità di fede non si possono confondere con le Ong, non sono state create con l’intenzione consapevole di erogare servizi come l’assistenza medica e la scuola, o di difendere cause sociali. Se si impegnano in questi campi è a motivo della loro particolare spiritualità, o in nome di quella che ritengono una semplice esigenza di giustizia. Ma sono accomunate dall’impegno per la dignità umana, la dignità della persona».
«Abbiamo bisogno di dialogo tra le religioni e confronto tra le culture per aiutare la conoscenza e il riconoscimento reciproci – ha rilevato la vicesindaca Giachi -, così da ispirare una maggiore consapevolezza della propria identità culturale, maturare l'amicizia tra i popoli e bandire ogni forma di preconcetto. La solidarietà tra tutti i credenti è uno dei migliori antidoti al fanatismo e può rappresentare un importante fattore di crescita civile delle società». (fn)


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